Sicurezze: vivere la comunità
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Aggiornamento: 10 ore fa
Nei giorni scorsi è stata presentata a Trento (all’aperto, in piazza Santa Maria Maggiore) la dodicesima edizione della Settimana dell’Accoglienza, promossa dal Coordinamento Nazionale delle Comunità Accoglienti del Trentino-Alto Adige/Südtirol (CNCA TAA). I relatori sono stati ospitati sul palco della Fondazione «Franco Demarchi».
Il titolo dell’edizione di quest’anno è Sicurezze: vivere la comunità. La Settimana si svolgerà da venerdì 25 settembre a sabato 3 ottobre 2026.
Il presidente di CNCA TAA, Claudio Bassetti, esordisce invitando tutti gli enti operativi nella regione a prendersi carico di questo tema, a interpretarlo secondo le diverse sensibilità e a rilanciarlo con eventi, spettacoli, mostre, marce e altro ancora, lasciando spazio alla creatività. Da sempre il programma della Settimana dell’Accoglienza si costruisce dal basso e sono le organizzazioni che propongono i singoli eventi.
Il tema di quest’anno
In termini di sicurezza oggi si parla di restrizione degli spazi di libertà. «Ma», sostiene il presidente Bassetti, « sicurezza e libertà non sono contenuti in conflitto: devono coesistere. Una società meno libera è meno sicura». Durante la Settimana si parlerà anche di relazione all'affettività: relazioni tossiche e di genere sono, purtroppo, nel tessuto quotidiano di questa società. Si ragionerà anche sulla vivibilità urbana. Viene lanciato un appello ai presenti e a chi sarà raggiunto dai media e dalla stampa: «Diamo a questo tema l'importanza che merita: la comunità deve avere la possibilità di esprimersi, di ragionare, di confrontarsi, di fare crescere il dibattito e di favorire gli incontri».
Prende la parola Michelangelo Marchesi, presidente della cooperativa «Villa S. Ignazio»: al giorno d'oggi si tende a semplificare il concetto di sicurezza. Bisogna leggere le origini dei fenomeni sui quali ci si confronta: le povertà, le condizioni di alcuni ambiti di salute, il lavoro povero, l'insicurezza sulla strada, l'insicurezza dei lavoratori (in riferimento ai tanti, troppi, infortuni sul lavoro). Un esempio è il carcere: la gestione e la condizione degli istituti penitenziari italiani non sono efficaci: la maggior parte (il 70%) delle persone che escono dal carcere torna a commettere reati. Il sistema carcerario è molto costoso in termini di gestione, ma è poco efficace in termini di sicurezza. Leggere e riflettere su questi temi aiuta a trovare soluzioni e strategie.
Alessandra Sebastiani, insegnante della scuola d’italiano per stranieri «Penny Wirton», interviene per raccontare in che modo l'attività scolastica si inserisce in questo tema. Conoscere i migranti e le loro storie è un antidoto contro il timore: la conoscenza è una cura contro le insicurezze. Durante la Settimana dell’Accoglienza, anche quest’anno la scuola «Penny Wirton» sarà in piazza per svolgere lezioni di italiano all’aperto e in mezzo alla cittadinanza.
È il turno di Erika Picone, referente di «Fare Comunità», un gruppo informale nato per mettere insieme idee trovandosi come residenti, esercenti e associazioni. «La sicurezza», afferma Picone, «è un puzzle: le tessere possono essere tessere di presidio culturale e sociale. Creare una rete vuol dire accogliere tutti». Sarà proposto un ciclo di incontri che inizierà a giugno e durerà fino alla fine di settembre. Durante questi incontri saranno proposti workshop, iniziative, speach, attività ludico sportive e tanto altro per rivitalizzare i quartieri e le piazze.
Sul palco sale Camillo Zadra, che rappresenta il Coordinamento Accoglienza Vallagarina (CAV): Rovereto ha una fitta presenza di associazioni che operano nell'accoglienza di persone migranti e di persone che vivono svariate situazioni di fragilità. Il tema della Settimana di quest’anno è spinoso: le attività che proporranno nelle scuole saranno finalizzate a capire quali sono le paure dei giovani. Lavoreranno sull'ascolto, solleciteranno i ragazzi a riflettere su cosa vuol dire essere sicuri o insicuri, tracceranno mappe sia fisiche-topografiche che virtuali-emotive.
Le conclusioni della conferenza stampa sono affidate alla presidente di «Fondazione trentina per il volontario sociale», Donatella Turrina: la Fondazione è vicina a CNCA TAA perché ne condivide i contenuti e i valori, che sono sostenuti anche nel proprio statuto. Da anni la Fondazione elargisce un finanziamento significativo alla Settimana dell’Accoglienza, per permettere di coprire le spese materiali e consentire a questa macchina umana di lavorare e di produrre una cultura dell'accoglienza.
Dunque, perché nascono le insicurezze?
Ci sono molte solitudini, questo fa sì che le persone non possano confrontarsi e relazionarsi. Le persone in casa ricevono notizie attraverso i social media e i programmi televisivi (spesso pesantemente influenzati dalla politica), che trasmettono principalmente rabbia e rancore: così nasce una paura che è una forma di autodifesa. Il rapporto tra le persone è di scarsa empatia e sempre più aggressivo. Se la città è ostile la paura continua a crescere. Inoltre, c'è la paura del futuro: la «terza guerra mondiale a pezzi» non genera speranza nel futuro. Il presidente Bassetti chiude annunciando che al termine della Settimana dell’Accoglienza sarà pubblicato un «alfabeto della sicurezza», da proporre come un manifesto vivere meglio per le «sicurezze» e contrastare le «insicurezze».
La Settimana dell’Accoglienza è una rassegna di iniziative, momenti di riflessione, stimoli e proposte che riunisce l’intera regione per sensibilizzare la popolazione alla cultura dell’accoglienza. Le realtà private e pubbliche che desiderano partecipare - organizzando un evento e portando un contributo di riflessione sul proprio territorio - sono invitate a contattare la segreteria.taa@cnca.it.
Scarica il manifesto della Settimana dell'Accoglienza 2026

da sinistra: Paolo Decarli, Michelangelo Marchesi, Erika Picone, Alessandra Sebastian, Claudio Bassetti

da sinistra: Donatella Turrina, Camillo Zadra, Claudio Bassetti




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