Progetto 92, Istituto Professionale Alberghiero e Casse Rurali di Levico e Rovereto: sinergia per un progetto che ha impegnato circa trenta ragazzi tra fornelli e relazioni interpersonali
L’idea è semplice ed efficace: fare degli spazi scolastici - altrimenti inutilizzati durante l’estate - luoghi d’incontro e di sperimentazione pratica e relazionale. Ci hanno pensato la Cooperativa Sociale Progetto 92 e l’Istituto Professionale Alberghiero con il progetto “ Estate in cucina all’Alberghiero ”.
Il progetto è stato realizzato grazie al prezioso contributo finanziario delle Casse Rurali di Levico e di Rovereto e del BIM (Bacino Imbrifero Montano) dell’Adige – Consorzio dei Comuni della Provincia Autonoma di Trento, che ne hanno saputo cogliere il senso e le potenzialità.
Destinatari dell’iniziativa sono stati una trentina di ragazzi che si sono sperimentati, durante tutto il mese di luglio ( dal 4 al 29 luglio 2011 , per cinque giorni di sei ore ciascuno alla settimana), nelle cucine attrezzate dell’Istituto Alberghiero.
L’iniziativa da poco conclusa ha coinvolto sia ragazzi seguiti da Progetto 92, sia studenti dell’Istituto Alberghiero di Levico e di Rovereto, che hanno colto l’occasione per impegnare un mese della loro lunga estate. Il gruppo di partecipanti, pertanto, si è configurato come ampio ed eterogeneo, per età, provenienza ed esigenze: composto da ragazzi già abituati ai ritmi ed agli spazi della cucina - iscritti al secondo e terzo anno dell’alberghiero - e da altri alla loro prima esperienza culinaria.
A seguire le attività, oltre agli operatori di Progetto92 ed all’educatrice scolastica dell’Istituto, ci hanno pensato lo chef Pierluigi Curzel , la pasticcera Celine Rossi (già insegnanti presso la sede di Levico dell’Istituto Alberghiero) e Zack Baker , insegnate di inglese e appassionato di global cooking.
Il lunedì ed il venerdì sono state le giornate dedicate alla cucina trentina ed italiana. Guidati dallo chef Curzel, i ragazzi si sono messi in gioco in cucina a vari livelli (anche per quanto riguarda la gestione del magazzino, la pulizia degli utensili e degli spazi utilizzati) e nella realizzazione di menù semplici ma completi (antipasti, primi, secondi e contorni, dessert).
Il martedì i ragazzi hanno cucinato assieme a Zack Baker che ha alternato spiegazioni in italiano ed in lingua inglese. L’insegnante ha portato i partecipanti a realizzare e sperimentare accostamenti e sapori tipici di diverse parti del mondo (dalla Thailandia alla Spagna).
La professoressa Celine Rossi infine, per quattro mercoledì, ha introdotto i ragazzi all’arte della pizza e della pasticceria. I ragazzi si sono sporcati le mani con lieviti, farine e condimenti, hanno preso confidenza con l’utilizzo dei forni e con la precisione e la particolare attenzione che la pasticceria dolciaria richiede.
Non sono mancati neppure i momenti di svago e relax. I giovedì, infatti, approfittando dei due furgoni messi a disposizione dalla Cooperativa Progetto 92, i ragazzi hanno potuto fare trekking nei boschi della Valle di Cembra e dell’Altopiano della Paganella.
Dal punto di vista educativo le attività hanno perseguito l’obiettivo di costruire situazioni che potessero contribuire a rafforzare nei partecipanti la consapevolezza del loro “saper fare”, agendo sull’autostima e sulle loro capacità professionali. La metodologia principale utilizzata a tal fine è stata quella del lavoro di gruppo. Ogni attività è stata affrontata creando dei piccoli gruppi all’interno dei quali esperienza e novità dovevano risultare miscelate correttamente. Ogni gruppo aveva un compito ben definito: dalla preparazione delle verdure, a quella della carne, passando per la pasta fatta in casa. Ne sono risultate situazioni in cui i ragazzi si sono dovuti mettere in relazione, prendendo confidenza con il rispetto dei ruoli e dell’autorità, delle proprie capacità e responsabilità.
Più che positivo, il giudizio finale di tutti gli attori coinvolti.
Per gli educatori: “ In questo mese i nostri ragazzi hanno avuto modo di sperimentarsi, di lavorare e vedere (ma forse sarebbe meglio dire gustare) i risultati del loro ‘fare’. La loro autostima e capacità di mettersi in relazione sono migliorate in modo sensibile ”.
Per gli stessi insegnanti, così sintetizza lo chef Curzel: “ La cucina è un bel luogo. Consente a tutti di fare qualcosa in base alle proprie capacità. Non si sta mai fermi e i più grandi riescono ad insegnare ai più giovani. C’è stato un bel clima di collaborazione ”.
Per il dottor Federico Samaden dirigente dell’Istituto Alberghiero che ha voluto fortemente la concretizzazione di questo progetto: “Come Istituto abbiamo voluto mandare un messaggio forte alle famiglie. La scuola c’è, non si ferma solo alla didattica. Siamo consapevoli che la nostra è un’utenza non sempre facile. Per dare una formazione completa ai ragazzi, una formazione che serva realmente al loro futuro, abbiamo bisogno di una forte collaborazione con le famiglie. Pensiamo che questo progetto sia stato una mano tesa a loro nella gestione, non sempre semplice, del lungo periodo estivo ”.

News